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Un libro corale dedicato a Morani, grande timoniere di Spaziomusica
Giorgio Boatti
Sta arrivando un gioiello in libreria e peccato per chi non se ne accorge. Perché è un godimento dellanima il bellissimo libro, superbamente editato dalla Ferroedizioni di Pavia, che Daniela Bonanni ha dedicato a suo marito Bruno Morani. Morani, scomparso nel marzo 2002, è stato, assieme a lei, il mitico fondatore di Spaziomusica e, per ben tredici anni, il burbero e generoso timoniere. Locale dove la musica dal vivo, e spesso con artisti di ineguagliabile spessore, ha accompagnato il succedersi delle generazioni.
Ma, cosa ancora più importante, spazio musicale e ultra-musicale irriducibile: alle mode di mercato, alle omologazioni, alle ritualità. Dunque assai amato dalla socialità studentesca e giovanile, dagli arrabbiati per convinzione o per carattere, dai creativi danimo, dalle anime perse, dalle esistenze scappate via dalluniformazione: tutte presenze che Bruno e Daniela sapevano accogliere e orientare e mettere in riga come due Mosè in mezzo ai flutti del Mar Rosso. Bruno Morani - tipico esponente di quella razza pavese, ormai in via di estinzione, di «cagnass» che protestano e abbaiano molto, pur mordendo assai poco, espressione di un vigore popolare e ribelle che non conosceva né volute cattiverie né felpata infingardaggine - non può essere distinto dalla sua creatura.
E infatti Spaziomusica si colloca, con Bruno e Daniela, come terzo protagonista, dentro le cinquecentocinquanta pagine di questo impareggiabile affresco appena pubblicato.
«Spaziomusicaspaziobruno» - non ci vuole molto a capirlo - è un testo che andrà ben oltre i confini di questa città. E per molti motivi. Innanzitutto farà tendenza a livello editoriale. E quindi imporrà - in quel fare racconto che costituisce sempre di più la trama unificante di una comunità, di un territorio - un approccio nuovo, meno paludato. Poiché il riandare alla memoria recente, al passato prossimo, sarà affidato sempre di meno agli «assolo» di qualche protagonista. E invece - proprio come ha fatto Daniela Bonanni nel portare alla luce questo volume, costituito da centinaia di testimonianze armoniosamente intrecciate - simporrà sempre di più un procedere polifonico. Dunque il comporsi di tanti tasselli che indurranno anche la forma libro a tener conto dellinnovazione: sfida che i realizzatori di questo volume hanno saputo affrontare e vincere, portando alla luce unesecuzione grafica fortemente felice e coraggiosa nellaccostamento di testi e di coloratissime immagini, nel susseguirsi di reperti e foto che hanno saputo rubare lattimo.
Quello che ne scaturisce è una specie in labirinto ipertestuale dove si sfreccia saettando da un riferimento allaltro, da una vita allaltra, da una suggestione allaltra.
Quello che Daniela Bonanni ha realizzato è un caleidoscopico arazzo della memoria, dispiegato davanti agli occhi del lettore. E tutto questo già sembra costituire lintelaiatura di una irrinunciabile mostra. Quella che, prima o poi, partendo da questo libro, bisognerà fare su Spaziomusica. Dove alla ricchezza dei reperti affidati in pagina si potranno affiancare le preziose registrazioni delle performances che si sono susseguite in anni di musica dal vivo nello spazio di via Faruffini. Registrazioni custodite con la solita precisione da Daniela e che potrebbero costituire la colonna sonora di un percorso espositivo affascinante, in grado di magnetizzare non soltanto il popolo sparso di Spaziomusica ma schiere di giovani e meno giovani. Persone capaci di apprezzare questo patrimonio sonoro di primordine, dove hanno lasciato traccia di sé schiere di musicisti che passavano da lì, talvolta già celebri, altre volte scoperti ben prima della fama.
Facile prevedere tra i fans di questo libro - che la realizzatrice ha scelto di mettere in vendita a un prezzo volutamente sottocosto, privatissimo omaggio a Bruno e alla loro comune realizzazione - tutto il popolo disperso di Spaziomusica. Gente che, passati gli anni e messa su famiglia, confluirebbe, magari con figli al seguito, a uneventuale messa in scena di Spaziomusica. Appuntamento che - proprio come le pagine di questo volume - non potrebbe che aprirsi sotto il segno carismatico di padri nobili del calibro di Guccini e Ligabue, Max Pezzali e Gene Gnocchi e Fabio Treves e dei tanti altri validissimi musicisti che sono transitati in via Faruffini e che compaiono in questo libro.
Tutti amici di Bruno. E dunque di Spaziomusica e di Pavia.
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